Il recente decreto del Ministero dell’Interno, in accordo con il Ministero per la Pubblica Amministrazione, segna una tappa fondamentale nel percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. A partire da poco tempo fa, i notai iscritti all’albo possono accedere direttamente e in modalità telematica ai certificati anagrafici necessari per l’esercizio della loro funzione professionale, attingendo all’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) attraverso la PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati). Questa innovazione non è solo una semplificazione tecnica, ma un vero e proprio cambiamento strutturale nel rapporto tra professionisti, cittadini e Pubblica Amministrazione, destinato a snellire le procedure e ad aumentare l’efficienza degli atti notarili.
Significato dell’accesso telematico
Il provvedimento normativo conferisce ai notai, in quanto pubblici ufficiali, un accesso privilegiato e controllato a una delle banche dati più importanti dello Stato: l’ANPR. L’ANPR, nata per centralizzare i registri anagrafici dei singoli Comuni, garantisce l’uniformità e la qualità del dato sulla popolazione residente, superando la frammentazione e l’eterogeneità dei sistemi comunali preesistenti. L’accesso da parte dei notai avviene in maniera interoperabile attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), l’infrastruttura che abilita lo scambio sicuro di informazioni tra le diverse amministrazioni e, in questo caso, con una categoria di professionisti essenziale per la legalità dei traffici giuridici.
Esempi di vantaggi concreti
Il significato è duplice: da un lato, riconosce la funzione pubblica e la responsabilità del notaio, permettendogli di acquisire in autonomia e in tempo reale i dati essenziali (come certificati di nascita, matrimonio, residenza, cittadinanza) per la preparazione degli atti (compravendite immobiliari, successioni, procure, ecc.). Dall’altro, consolida il modello di una Pubblica Amministrazione che sfrutta la digitalizzazione e l’interoperabilità per fornire servizi più rapidi e meno onerosi, sia per il cittadino che per il professionista. I vantaggi concreti saranno in tanti ambiti di intervento del notaio, ad esempio:
- Diritto Immobiliare (compravendite, donazioni): acquisizione rapida dei certificati di stato civile e residenza, come riporta il sito del notaio Tassitani di Padova esperto in diritto immobiliare. Per l’atto di vendita, è essenziale verificare i dati anagrafici (es. residenza, stato civile per la comunione/separazione dei beni) delle parti. Il cliente non deve più recarsi in Comune per richiedere i certificati, eliminando perdite di tempo e possibili errori.
- Successioni: verifica immediata del certificato di morte e della residenza del defunto e degli eredi (necessaria per individuare l’ufficio competente e la corretta individuazione degli eredi). Maggiore efficienza e velocità nella gestione della pratica di successione, dalla dichiarazione all’accettazione. Certificati esenti da bollo (ulteriore risparmio per il cittadino).
Cosa porterà il cambiamento: vantaggi e impatti pratici
L’introduzione di questa modalità operativa è destinata ad avere ricadute significative su diversi fronti. Il primo e più evidente è la riduzione drastica dei tempi e degli oneri burocratici.
- Semplificazione e velocità: prima di questa novità, il notaio o il suo delegato doveva richiedere i certificati anagrafici a sportello o tramite procedure telematiche locali, spesso diverse da Comune a Comune, con tempi di attesa variabili e, talvolta, l’applicazione dell’imposta di bollo (ora esentata per questi certificati). L’accesso diretto all’ANPR rende l’acquisizione dei documenti istantanea e uniforme su tutto il territorio nazionale.
- Maggiore sicurezza e qualità del dato: il sistema centralizzato dell’ANPR garantisce che i dati acquisiti siano gli ultimi e più aggiornati, riducendo il rischio di errori dovuti a informazioni obsolete o non allineate tra i diversi registri comunali. Inoltre, il meccanismo di accesso tramite PDND e le specifiche tecniche definite (che includono l’apposizione di un contrassegno per la verifica della conformità della copia analogica all’originale informatico) aumentano la sicurezza e la tracciabilità delle operazioni.
- Minori oneri per comuni e cittadini: questa digitalizzazione porta anche a un alleggerimento del carico di lavoro per gli Uffici Anagrafe comunali, che non dovranno più gestire un elevato numero di richieste di certificati da parte degli studi notarili. Si realizza così un circolo virtuoso di efficienza amministrativa. L’esenzione dall’imposta di bollo per i certificati richiesti tramite questo canale rappresenta un ulteriore, seppur piccolo, risparmio economico per il cittadino coinvolto nell’atto.
In sintesi, l’apertura dell’ANPR ai notai è un esempio lampante di come l’interoperabilità digitale possa tradursi in benefici concreti per l’intero sistema Paese, segnando un passo deciso verso l’obiettivo di una giustizia più rapida e una burocrazia più snella.