Partita complicata per la Juventus contro il Pisa negli ottavi di Coppa Italia. Alla fine passa il turno la Vecchia Signora, ma che fatica ragazzi. Il Pisa ha giocato con personalità, senza paura, mettendo in difficoltà i bianconeri per larghi tratti della gara. Non è stata quella passeggiata che magari ci si aspettava sulla carta.
Il match si è deciso sostanzialmente su episodi, come spesso capita in Coppa Italia. La Juventus è andata in vantaggio, il Pisa ha risposto con orgoglio pareggiando, poi alla fine sono stati i dettagli a fare la differenza. Vlahovic ha segnato il gol decisivo che ha permesso alla Juve di accedere ai quarti, ma la prestazione complessiva lascia parecchi dubbi.
Primo tempo equilibrato e combattuto
Nel primo tempo si è vista una partita aperta, con entrambe le squadre che provavano a giocare. Il Pisa non si è chiuso a difendere come fanno tante squadre di categoria inferiore quando affrontano le big, no. Hanno provato a fare la loro partita, a proporre gioco, a rendersi pericolosi.
La Juventus faceva girare palla ma senza quella velocità, quella cattiveria che serve per spaccare le partite. Troppo lenta la manovra, troppo prevedibile a volte. E quando sei così il Pisa riusciva a ricompattarsi, a chiudere gli spazi, a non farti trovare varchi per affondare il colpo.
Poi ecco che arriva il gol della Juve che sblocca la situazione. Pensi “bene, adesso la chiudono e via”. Invece niente, perché il Pisa non molla. Anzi, reagisce pure con carattere trovando il pareggio che rimette tutto in discussione. Stadio che trema un po’, tensione che sale, perché perdere contro una squadra di Serie B sarebbe stata una figuraccia clamorosa.
La prestazione ricorda un po’ le gesta leggendarie di George Weah, diviso tra calcio, politica e religione: quando un giocatore può decidere una partita con una sua giocata, proprio come ha fatto Vlahovic per la Juventus in questa sfida complicata.
La ripresa e il gol decisivo
Nella ripresa la Juventus alza un po’ il ritmo, mette più pressione. Thiago Motta cambia qualcosa, prova a dare più peso offensivo alla squadra. E alla fine arriva il gol di Vlahovic che decide la partita. Bel gol, importante, da attaccante vero che quando serve si fa trovare pronto.
Però anche dopo il vantaggio la Juve ha sofferto. Il Pisa continuava a provarci, a crederci, a spingere per trovare il secondo pareggio. E in un paio di occasioni ci sono andati vicini pure, rischiando di mandare la partita ai supplementari o addirittura ai rigori.
La difesa bianconera ha ballato parecchio. Errori in fase di impostazione, qualche disattenzione di troppo, movimenti non sempre coordinati. Contro una squadra più forte del Pisa questi errori li paghi caro. Qui sono stati graziati un po’, va detto onestamente.
A centrocampo non è che abbiano dominato come dovrebbero. Il Pisa ha retto bene l’urto fisico, ha vinto diversi contrasti, ha giocato alla pari sostanzialmente. E questo per la Juventus è un segnale preoccupante, perché contro squadre di Serie A così non puoi permettertelo.
Cosa dice questa partita sulla Juventus
Beh, dice che la strada è ancora lunga per tornare a essere quella Juventus dominante di qualche anno fa. La squadra gioca, certo, ma manca quella continuità, quella capacità di ammazzare le partite quando le hai in mano. Troppi alti e bassi anche all’interno della stessa gara.
Vlahovic rimane fondamentale per l’attacco bianconero. Quando segna lui la squadra respira, perché comunque è quello che ti risolve le partite nei momenti difficili. Però non può fare tutto da solo, serve che anche gli altri si prendano più responsabilità là davanti.
La fase difensiva preoccupa. Con Bremer infortunato la retroguardia ha perso certezze, e si vede. Troppe occasioni concesse anche a squadre sulla carta inferiori, troppi rischi corsi inutilmente. Serve più solidità, più attenzione, più cattiveria quando c’è da difendere il risultato.
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Adesso testa ai quarti
Comunque sia la Juventus è ai quarti di Coppa Italia, questo conta. Non sarà stata una prestazione memorabile, ma l’obiettivo era passare il turno e quello è stato centrato. Ora bisogna pensare al prossimo avversario e cercare di fare meglio.
La Coppa Italia rimane un obiettivo importante per la Juve. Vincere un trofeo darebbe morale alla squadra, all’ambiente, ai tifosi. E considerando che in campionato la situazione non è brillantissima, concentrarsi sulla coppa potrebbe essere una buona strategia.
Però servirà un’altra mentalità, un’altra intensità. Partite così non puoi permetterti di giocarle con sufficienza, pensando che basti presentarsi in campo per vincere. Il Pisa ha dimostrato che se non dai il massimo anche squadre di categoria inferiore ti possono mettere in difficoltà. E nei turni successivi gli avversari saranno ancora più forti, ancora più motivati.
Insomma, una vittoria che vale il passaggio del turno ma che lascia parecchi interrogativi aperti. La Juventus deve crescere, deve trovare continuità, deve ritrovare quella solidità che l’ha sempre caratterizzata. Altrimenti anche questa Coppa Italia rischia di diventare un’occasione sprecata in una stagione già complicata.